Organizzazioni che erogano servizi
Enti del Terzo Settore, enti religiosi, pubbliche amministrazioni, fondazioni e aziende che operano a favore di persone e famiglie fragili o in difficoltà.
La Fondazione aiuta pubbliche amministrazioni, Terzo Settore, enti religiosi, fondazioni e aziende a usare dati, analisi e tecnologie digitali per aumentare l’impatto sociale degli interventi a favore delle persone fragili o in difficoltà.
La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La sua missione è migliorare la qualità della vita delle persone e rendere la società più equa, inclusiva, solidale e sostenibile.
Enti del Terzo Settore, enti religiosi, pubbliche amministrazioni, fondazioni e aziende che operano a favore di persone e famiglie fragili o in difficoltà.
Dati, analisi, algoritmi e competenze interdisciplinari aiutano a prendere decisioni più precise, solide e consapevoli.
L’obiettivo è allocare meglio risorse scarse, ridurre sovrapposizioni, individuare aree sotto-servite e misurare meglio l’efficacia degli interventi.
Dal profilo di Fondazione emergono alcuni elementi utili che integrano la landing senza ripetere missione e iniziativa milanese: la Fondazione non si limita a fare analisi, ma può agire come partner operativo per trasformare dati e competenze in strumenti, percorsi e collaborazioni concrete.
La Fondazione offre competenze specialistiche per aiutare enti pubblici, Terzo Settore, fondazioni e soggetti privati a leggere meglio bisogni, priorità e impatto degli interventi.
Progetta e realizza piattaforme digitali per raccogliere, organizzare, analizzare, condividere e distribuire dati e analisi utili alla programmazione dei servizi.
Promuove accordi, iniziative pubblico-private, progetti di ricerca applicata, attività formative e reti tra professionisti per diffondere un uso etico, conforme e utile dei dati.
Marco Santambrogio porta nella Fondazione oltre 35 anni di esperienza nell’integrazione tra management, analytics, big data e tecnologie digitali. Dopo aver creato e sviluppato Value Lab, oggi JAKALA, dal 2021 ha orientato le proprie competenze verso il welfare come attività filantropica e di volontariato.
Nel 2024 ha costituito Fondazione Welfare Intelligence ETS per dare continuità, diffusione e scalabilità al lavoro avviato con un gruppo di professionisti, scegliendo la formula della fondazione di partecipazione per aggregare competenze e organizzazioni in modo dinamico.
Co-progettata e co-realizzata con il Comune di Milano nell’ambito di un accordo di collaborazione pro-bono avviato nel 2022, l’iniziativa ricostruisce digitalmente l’ecosistema del welfare milanese secondo una logica domanda–offerta–territorio.
Dati anonimi sulle caratteristiche e sui bisogni delle persone e delle famiglie, con elevata granularità territoriale.
Informazioni in chiaro su strutture, servizi, attività e soggetti che li erogano: pubblici, privati, religiosi e del Terzo Settore.
Persone, servizi e luoghi vengono collegati al territorio, anche per leggere prossimità, accessibilità e copertura.
Welfare Intelligence Milano: un sistema citizen/demand-driven, non una semplice dashboard descrittiva.
Il valore non è solo analitico: il sistema nasce per supportare scelte concrete di programmazione, gestione e allocazione delle risorse.
Priorità territoriali, localizzazione ottimale di nuovi centri, aree sotto-servite o sovra-servite, comunicazione locale verso specifici profili di persone o famiglie.
Numero di centri, capacità ricettiva, fabbisogni di personale, valutazione dell’impatto sociale e sostenibilità operativa.
Servizi da prevedere, eliminare, potenziare o ridurre; enti da coinvolgere in rete; centro più adatto a cui indirizzare una richiesta.
Sequenza più efficace di aperture, chiusure e rafforzamenti; percorsi e tempi di servizio; previsioni di saturazione della capacità.
Il video principale è integrato nella pagina. La seconda visualizzazione porta direttamente alla demo live dell’infrastruttura dal minuto 4:53.
Introduzione all’approccio, alla piattaforma e alla logica di impatto sociale.
Accesso diretto alla parte dimostrativa dell’infrastruttura e delle funzionalità operative.
I materiali mostrano esempi già orientati all’uso concreto: ottimizzazione di servizi, prossimità, localizzazioni, impatto sociale e risposta a partenariati pubblico-privati.
Analisi domanda–offerta per ottimizzare il network dei CDD: distribuzione della domanda, prossimità territoriale e confronto tra alternative di localizzazione.

Analisi dei segmenti di domanda e del contesto dei singoli impianti sportivi per valutare l’impatto sociale su diversi gruppi di cittadini.

La piattaforma aiuta a rendere più precise le decisioni, personalizzare le analisi, ridurre tempi e costi di elaborazione e rendere più produttivi i tavoli di co-programmazione e co-progettazione.
Decisioni più precise, analisi più mirate, confronti più produttivi.
Risparmio di ore/uomo, tempi più brevi e risorse riallocabili ad attività a maggiore valore.
Benefici concreti: allocazione delle risorse, coordinamento operativo, programmazione dei servizi, gestione bandi e valutazione risultati.
Welfare Intelligence Milano è pensata come processo evolutivo: può integrare nuovi dati, nuove funzionalità e nuovi ambiti applicativi.
City users, domanda latente o inespressa, dati dinamici anonimi e trend temporali.
Analisi self-service, AI e machine learning, integrazione progressiva con il Digital Twin.
Estensione alla Città Metropolitana e ad aree come educazione, sport, cultura e altri servizi alle persone fragili.
L’articolo del Corriere della Sera offre una cornice coerente con l’approccio della Fondazione: usare i dati non per descrivere genericamente la fragilità, ma per rendere gli interventi più mirati, tempestivi e misurabili.
Corriere della Sera, economia, intervista a Giovanni Azzone: “La svolta del welfare? Interventi di precisione”.
Il punto centrale è passare da interventi generici a un welfare capace di riconoscere bisogni specifici e orientare meglio risorse, servizi e collaborazioni.
Sintesi ragionata dall’articolo allegatoI big data possono aiutare a capire chi ha bisogno di aiuto, di quale tipo di supporto e in quale contesto territoriale.
Il Terzo Settore non è solo fornitore di servizi: può contribuire alla co-progettazione degli interventi insieme a fondazioni, enti pubblici e privati.
Tra le fragilità citate emergono povertà alimentare, abitativa, educativa e digitale: ambiti in cui precisione e prossimità fanno la differenza.
L’obiettivo non è accumulare dati, ma rafforzare l’impatto delle risorse investite e migliorare la capacità di risposta del sistema.
La pagina sintetizza i contenuti evitando ripetizioni. I materiali originali restano disponibili per approfondimento.
Documento base con missione, logica del sistema, dati, funzionalità, esempi applicativi e benefici.
Apri PDFIntervista a Giovanni Azzone sulla logica degli interventi di precisione nel welfare.
Apri immagine